Unioncamere mette a disposizione 7,5 milioni di euro per sostenere le imprese che intendono certificare le proprie politiche di conciliazione tra vita familiare e attività professionale. Le domande potranno essere presentate dalle ore 10 del 21 settembre 2026 fino alle 16 del 31 marzo 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse, attraverso il portale ReStart di InfoCamere.
L’Avviso 2026 finanzia sia l’assistenza necessaria a preparare il percorso sia l’audit svolto dall’organismo accreditato. Ogni impresa può ottenere fino a 14.459,01 euro: 2.459,01 euro per il voucher di accompagnamento e 12.000 euro per la verifica finalizzata al rilascio della certificazione UNI/PdR 192:2026. Il contributo è destinato alla prima certificazione e non copre le successive attività di sorveglianza o rinnovo.
Risorse e requisiti
La dotazione è suddivisa in 3,25 milioni per i voucher di assistenza e 4,25 milioni per i servizi di certificazione. Il 60 per cento delle risorse è riservato alle micro, piccole e medie imprese, mentre un ulteriore 5 per cento è accantonato per le aziende in possesso del rating di legalità, che hanno precedenza a parità di condizioni.
Possono partecipare le imprese con almeno un dipendente, partita Iva attiva e sede legale e operativa in Italia. Sono richiesti, tra gli altri, la regolarità contributiva, l’assenza di procedure liquidatorie e di cause ostative antimafia, il rispetto degli obblighi sul collocamento mirato e, quando applicabile, la polizza contro gli eventi catastrofali. Le aziende con oltre 50 dipendenti devono inoltre aver trasmesso il rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile.
Prima della domanda è necessario superare un test di pre-screening online, attivo dal 21 settembre 2026 sul portale dedicato alla conciliazione vita-lavoro. Il questionario valuta il livello di preparazione dell’organizzazione rispetto ai requisiti della prassi UNI/PdR 192:2026 e indica gli interventi da realizzare in caso di esito insufficiente.
Domande, certificazione e scadenze
Il voucher finanzia fino a sei giornate di tutoraggio con un esperto selezionato da Unioncamere. L’attività comprende l’analisi dei processi, l’individuazione delle carenze, la predisposizione della documentazione, l’elaborazione del piano aziendale e la verifica preliminare di conformità. Il pagamento dell’esperto avviene direttamente dopo la rendicontazione, evitando all’impresa l’anticipo dei costi.
Il contributo per l’audit è calcolato in base agli addetti equivalenti coinvolti nei processi certificati e arriva a 1.200 euro per giornata, entro il limite di 12.000 euro. Alle imprese già in possesso della certificazione della parità di genere UNI/PdR 125:2022 o dello standard Family Audit può essere riconosciuto un incremento di 450 euro per i costi di sorveglianza delle certificazioni preesistenti.
La procedura è a sportello e segue l’ordine cronologico di presentazione. L’istruttoria si conclude entro 90 giorni, mentre la certificazione deve essere conseguita entro il 30 giugno 2027 e comunque dopo la comunicazione di concessione del contributo. In caso contrario, l’agevolazione viene revocata e i costi dell’organismo di certificazione restano a carico dell’azienda.
Le agevolazioni sono concesse in regime de minimis e non possono essere cumulate con altri aiuti di Stato sugli stessi costi. La certificazione UNI/PdR 192:2026 potrà inoltre consentire l’accesso a un esonero contributivo fino all’1 per cento, con un limite annuo di 50.000 euro per impresa. L’applicazione concreta della misura resta subordinata al decreto interministeriale e alle istruzioni dell’Inps, che non risultano ancora adottati.