Luvinate ospiterà una nuova opera di Andrea Ravo, artista originario della comunità attraverso la storia della sua famiglia. Il progetto, intitolato Il paesaggio ritrovato, sarà realizzato dal 21 al 25 settembre 2026 lungo la Statale 394, in via Bosisio, con l’obiettivo di mettere in relazione ambiente, memoria locale e linguaggi contemporanei.
L’iniziativa rientra nel progetto Andrea Ravo, nel cuore di Luvinate, promosso con la collaborazione dell’amministrazione comunale. Il legame tra l’artista e il paese risale alle sue origini familiari e alla prima mostra di Ravo, organizzata proprio a Luvinate diversi anni fa. La nuova realizzazione è stata pensata come un percorso capace di valorizzare il paesaggio non solo come sfondo, ma come elemento centrale del rapporto tra l’opera, la comunità e le tradizioni del territorio.
Il riferimento alla pittura di De Bernardi
Il lavoro prende spunto dal paesaggio di Luvinate e dalla produzione di De Bernardi, pittore del territorio e paesaggista attivo all’inizio del Novecento, considerato tra gli interpreti più riconosciuti del paesaggio nella provincia di Varese. Ravo ha elaborato un dipinto ispirato a quel linguaggio, rielaborandolo anche attraverso l’intelligenza artificiale per proporre una visione di come appariva Luvinate nel 1950.
La fase di realizzazione sarà accompagnata dal coinvolgimento della comunità. I bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria potranno assistere quotidianamente a una parte dei lavori, seguendo da vicino lo sviluppo dell’opera. Il percorso punta così a creare un’occasione di confronto tra le nuove generazioni, la storia del paese e le tecniche utilizzate dall’artista.
L’incontro con la cittadinanza
Nella giornata di venerdì 25 settembre, Ravo incontrerà la cittadinanza in un appuntamento pubblico promosso dall’amministrazione comunale. Durante l’incontro l’artista illustrerà il significato dell’opera, il rapporto con il paesaggio di Luvinate e le motivazioni che hanno accompagnato la fase progettuale e realizzativa.
Andrea Ravo ha iniziato il proprio percorso nel graffitismo tradizionale nel 1995, per poi sviluppare una tecnica che combina l’uso dello spray con la pittura classica. La sua ricerca si è concentrata sulla riproduzione di capolavori dell’arte antica su grandi superfici urbane e, più recentemente, sull’impiego dell’intelligenza artificiale per generare nuove immagini da tradurre manualmente su tela o muro.
Tra gli interventi citati nel percorso dell’artista figurano un murale a Milano, in via Sant’Andrea, ispirato a un’opera settecentesca di Corrado Giaquinto, e la riproduzione del Seppellimento di Santa Lucia di Caravaggio a Siracusa, accanto alla basilica che custodisce l’originale. Altre opere sono state realizzate a Varese e in diversi comuni della provincia, oltre che in altri Paesi europei, in Brasile e a San Salvador. A Luvinate, il nuovo intervento sarà quindi inserito in un rapporto diretto con le origini familiari dell’artista e con la memoria del territorio.