A Gorla Minore la lista di minoranza Per una comunità rinnovata torna a chiedere di riaprire il confronto sulla creazione di un Comando Unico di Polizia Locale. L’intervento arriva dopo l’aggressione ai danni di un 52enne, avvenuta nei giorni scorsi all’interno di un bar del paese, già interessato da una chiusura temporanea nel luglio scorso per un altro episodio di violenza.
La proposta della minoranza
Nel comunicato, il gruppo chiarisce di condividere con la sindaca Fabiana Ermoni la valutazione secondo cui non ci sarebbe un’emergenza sicurezza a Gorla Minore. Allo stesso tempo, però, la minoranza ritiene necessario rafforzare gli strumenti a disposizione delle attività produttive e delle amministrazioni per affrontare eventuali situazioni di criticità.
La proposta riguarda un Comando Unico integrato tra Gorla Minore, Gorla Maggiore e Marnate. Secondo la lista, il progetto era già stato sostenuto dalle minoranze in Consiglio comunale e potrebbe consentire di aumentare la presenza della Polizia Locale nei tre comuni, attraverso un’organizzazione condivisa e strutturata.
Il ruolo del controllo di vicinato
Per Per una comunità rinnovata, una convenzione limitata non sarebbe sufficiente a contrastare la percezione di insicurezza tra i cittadini. La richiesta è quindi quella di elaborare un modello nuovo, fondato su un’unità stabile che possa anche rappresentare la base per attrarre ulteriori risorse economiche.
La lista richiama inoltre il ruolo dei gruppi di Controllo di vicinato, considerati uno strumento utile ma da accompagnare con interventi di strutturazione, coinvolgimento e formazione. L’obiettivo indicato è renderli più funzionali, inserendoli in una strategia più ampia insieme al potenziamento della Polizia Locale.
La discussione si inserisce così nel dibattito seguito all’ultimo episodio avvenuto nel bar e più in generale nelle valutazioni sulle modalità con cui i tre comuni possono coordinare le proprie risorse. La minoranza ribadisce infine la necessità di approfondire il progetto del Comando Unico, senza attribuire alle attività produttive la responsabilità delle criticità registrate sul territorio.