Nel 2026 le casette da giardino in WPC rappresentano una nicchia ancora affidata soprattutto ai canali specializzati, mentre la grande distribuzione propone prevalentemente soluzioni in resina, legno e lamiera. Secondo i dati NIQ ripresi da BricoMagazine, nel primo semestre il reparto garden delle grandi superfici di bricolage ha raggiunto 414,6 milioni di euro, con una crescita dell’8 per cento. Nello stesso periodo, il comparto che comprende casette, piscine e spa ha registrato un incremento del 34 per cento.
Un rilievo effettuato ad agosto 2026 su Leroy Merlin Italia, OBI Italia e Bricocenter non ha individuato referenze in materiale composito. Le proposte verificate nella grande distribuzione erano quindi in resina, legno o lamiera, con prezzi compresi tra 569 e 1.999 euro per i modelli osservati. Nel canale specializzato, invece, la gamma Perenza presa come riferimento comprende 13 modelli da 5 a 20 metri quadrati, con listini da 1.799 a 4.999 euro.
Materiali, dimensioni e dotazioni
Il WPC, sigla di legno composito, combina fibre di legno e polimeri. Nei cataloghi specializzati la co-estrusione viene presentata come una tecnologia capace di proteggere il rivestimento da pioggia, sole, umidità, insetti e muffe. Le referenze Perenza dichiarano inoltre una composizione costituita per il 95 per cento da materiale riciclato. Rispetto al legno naturale, il principale elemento distintivo indicato dai fornitori è la riduzione dei trattamenti periodici, che per una struttura in legno possono richiedere levigatura e protezione ogni due o tre anni.
Nei modelli compositi esaminati il rivestimento è abbinato a una struttura portante in alluminio. La garanzia dichiarata arriva a 20 anni su 11 delle 13 referenze considerate. Le superfici disponibili vanno da 5 a 20 metri quadrati, mentre i modelli Keter rilevati presso OBI Italia coprono una fascia più contenuta, tra 2,53 e 6,8 metri quadrati. Otto casette Perenza hanno un tetto a una falda e cinque a due falde; in tutti i casi analizzati il rivestimento del tetto risulta escluso dalla fornitura.
Anche il pavimento non è compreso nei kit compositi esaminati. Per rendere confrontabili le offerte bisogna quindi considerare il costo di una platea, di un vespaio o di un piano rialzato, oltre alla finitura impermeabilizzante del tetto. Il confronto con il modello NIMES di Onlywood evidenzia una diversa configurazione: la casetta in legno impregnato, proposta a 2.190 euro, comprende il pavimento. I tempi di montaggio indicati per i kit compositi variano da una giornata per i modelli più piccoli a due o tre giorni per quelli maggiori, senza includere la realizzazione della base in cemento.
Ancoraggio e adempimenti edilizi
Per stabilire quale procedura sia necessaria non conta soltanto il materiale utilizzato. Il criterio principale è il tipo di posa. Il Glossario unico dell’edilizia libera, allegato al DM Infrastrutture del 2 marzo 2018, include tra gli elementi di arredo delle aree pertinenziali le strutture leggere e amovibili, prive di fondazioni e allacciamenti, destinate al ricovero degli attrezzi, nel rispetto del regolamento edilizio comunale.
La situazione cambia quando il manufatto viene ancorato stabilmente al suolo, poggia su una platea in cemento o riceve collegamenti elettrici e idrici. In questi casi la struttura può essere considerata nuova costruzione ai sensi del DPR 380/2001 e può rendersi necessario un titolo edilizio, indicato nel testo di riferimento come CILA o SCIA. Prima dell’acquisto è quindi necessario verificare distanze dai confini, limiti dimensionali e prescrizioni del Comune interessato.
Nel 2026 il bonus verde non risulta prorogato oltre il 31 dicembre 2024, mentre il bonus ristrutturazioni può riguardare soltanto opere riconducibili alla manutenzione straordinaria o alla ristrutturazione edilizia, con il relativo titolo abilitativo. La scelta dovrebbe inoltre considerare l’uso effettivo della struttura, la superficie necessaria, il costo della base e delle dotazioni escluse, nonché la manutenzione prevista nel lungo periodo.