Tradizione locale

Fede e volontariato per l’undicesima Festa di San Tito

Dieci giornate: mezzo milione, creazioni manuali, omaggio alla memoria collettiva.

Fede e volontariato per l’undicesima Festa di San Tito

Casorate Sempione ha dato il via all’undicesima Festa di San Tito, manifestazione a cadenza decennale che coinvolge l’intero paese tra allestimenti floreali, appuntamenti comunitari e celebrazioni religiose. In piazza si sono radunati residenti, visitatori e curiosi, accolti dal lavoro di decine di volontari, molti dei quali giovani, impegnati nell’organizzazione dell’iniziativa.

Per i prossimi dieci giorni, le vie del comune saranno decorate con centinaia di migliaia di fiori realizzati a mano utilizzando tecniche e materiali differenti. La regia dell’evento è affidata alla collaborazione tra Pro Loco, parrocchia, amministrazione comunale, oratorio e volontari, con un programma che affianca gli allestimenti alle celebrazioni religiose e alle occasioni di incontro.

Un secolo di storia e il legame con la comunità

L’apertura è stata preceduta dalla benedizione dei volontari in chiesa e dai tradizionali colpi di cannone. Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente della Provincia di Varese Marco Magrini, poiché la Festa di San Tito è stata inserita tra gli appuntamenti ufficiali per il centenario di Villa Recalcati, anch’essa arrivata ai cento anni nel 2026.

Nel corso del suo intervento, il sindaco Dimitri Cassani ha ricordato Enrica Zoni, che con i suoi 104 anni è la cittadina più anziana di Casorate Sempione e l’unica persona ancora in vita ad aver assistito a tutte le undici edizioni della manifestazione celebrate finora.

Il parroco don Giuseppe Bai ha ricostruito le origini del culto locale, ricordando che San Tito è presente a Casorate dal 1677. Secondo quanto riferito dal sacerdote, si tratta di un diacono martire proveniente dalle catacombe romane, ucciso il 16 agosto di 1.600 anni fa. La festa con cadenza decennale sarebbe nata cento anni fa da un’idea del parroco don Luigi Mariani, con l’obiettivo di favorire il riavvicinamento tra le persone.

Il lavoro dei volontari

La preparazione degli addobbi è cominciata nel 2023 e ha impegnato le diverse vie del paese per quasi tre anni. Mariella Mazzucchelli, vicepresidente della Pro Loco, ha spiegato che sono stati realizzati complessivamente circa 500mila fiori, con quantità comprese, a seconda delle strade, tra mille e 50mila elementi. Il lavoro ha coinvolto oltre mille persone, secondo una stima degli organizzatori, con una significativa partecipazione femminile.

Tra le novità di questa edizione figurano cinque info point distribuiti sul territorio e il passaporto dei fiori dedicato ai bambini. I più piccoli possono raccogliere un timbro per ogni via visitata e ricevere un omaggio ai piedi della scalinata, considerata uno dei simboli della manifestazione. Diverse strade hanno inoltre dedicato gli allestimenti alla donna e alla vita.

Il Comune ha seguito gli aspetti legati alla sicurezza e alla Protezione Civile, la Pro Loco ha coordinato i rapporti con le vie, gli addobbi e gli eventi, mentre la parrocchia ha curato il programma religioso, con messe, processioni e la presenza dell’arcivescovo Delpini prevista per la domenica conclusiva. La manifestazione si propone così come un momento di partecipazione collettiva e di trasmissione della memoria locale alle nuove generazioni.