In un’estate segnata da numerosi annegamenti nei fiumi e nei laghi della Lombardia e dei territori vicini, la Regione ha diffuso alcune indicazioni per ridurre i rischi durante la balneazione. A fornire i consigli è Carlo Gionne, allenatore capo Nuoto per Salvamento della Federazione, intervenuto nell’approfondimento dedicato alla sicurezza in acqua.
Prima di intervenire bisogna valutare i rischi
Il primo suggerimento riguarda chi assiste a un bagnante in difficoltà. Prima di entrare in acqua è necessario valutare con attenzione le proprie condizioni psicofisiche e la capacità di affrontare la situazione. Se non ci si sente in grado di intervenire direttamente, occorre chiedere aiuto alle persone presenti che possano agire rapidamente e, secondo le normali procedure di emergenza, allertare i soccorsi.
Gionne consiglia inoltre di lanciare un oggetto galleggiante alla persona in difficoltà, come un materassino, un salvagente o una boa. Questi strumenti possono aiutarla a mantenersi a galla e a ridurre la paura. Allo stesso tempo, rendono meno probabile che il bagnante si aggrappi al soccorritore, situazione che può rendere l’intervento più difficile e fisicamente impegnativo.
La vigilanza sui bambini
Per chi non sa nuotare o ha difficoltà in acqua, la raccomandazione è di restare in zone basse e compatibili con le proprie capacità. L’esperto ha anche ridimensionato il tradizionale consiglio di attendere tre ore dopo aver mangiato prima di fare il bagno, precisando però che la prudenza resta necessaria dopo un pasto abbondante e che è preferibile consumare un pranzo leggero.
Un’attenzione particolare deve essere riservata ai bambini, che non vanno mai persi di vista. Secondo Gionne, quando sono spaventati possono non riuscire a gridare o a chiedere aiuto, rendendo ancora più difficile accorgersi tempestivamente di una situazione di pericolo. La sorveglianza degli adulti deve quindi essere continua, anche quando l’acqua sembra tranquilla.
Indicazioni importanti arrivano anche dalla segnaletica presente sulle spiagge. La bandiera rossa segnala condizioni di criticità e pericolo, pur non rappresentando in senso stretto un divieto. In presenza di quel segnale è quindi necessario evitare di affrontare situazioni che non si è in grado di gestire. Il riferimento principale, ha spiegato l’esperto, resta l’addetto al salvataggio, spesso chiamato comunemente bagnino.