Il dibattito sull’organizzazione dei servizi dell’ospedale Bellini di Somma Lombardo si arricchisce di una nuova presa di posizione politica. Dopo gli interventi del centrosinistra, anche Futuro Nazionale, forza rappresentata in consiglio comunale da Giorgio Pivetti e coordinata da Andrea Mancini, contesta il trasferimento del Punto di Primo Intervento nella sede di via Fuser.
Secondo il movimento, lo spostamento rappresenterebbe un depotenziamento di un presidio ospedaliero storico e rischierebbe di aumentare i disagi per gli utenti. La nuova struttura, sostengono Pivetti e Mancini, non disporrebbe di alcuni strumenti diagnostici immediati, tra cui TAC e Radiologia. Per effettuare anche una semplice radiografia, i pazienti dovrebbero quindi raggiungere altri presidi, con ulteriori passaggi organizzativi e tempi di percorrenza più lunghi verso Gallarate o Busto Arsizio, soprattutto nelle ore di punta.
Le critiche alla giunta
Futuro Nazionale rivolge le proprie critiche anche all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Silvio Pezzotta. Il movimento ritiene che, di fronte alle difficoltà segnalate dagli abitanti e alla mobilitazione avviata sul territorio, la giunta avrebbe dovuto assumere una posizione più netta e intervenire con maggiore decisione nei confronti delle autorità sanitarie.
La formazione fa riferimento alla petizione promossa durante il gazebo organizzato nel centro cittadino lo scorso 2 agosto. In quell’occasione sarebbero state raccolte le prime adesioni contro il trasferimento del servizio. La campagna, secondo quanto riportato nel documento diffuso dal gruppo, si avvicinerebbe alla soglia delle mille firme; le prime 770 sottoscrizioni erano già state consegnate al sindaco.
Il futuro del presidio
Nel documento non mancano osservazioni rivolte anche alle precedenti amministrazioni di centrosinistra. Futuro Nazionale attribuisce infatti a una gestione protratta negli anni la responsabilità del progressivo ridimensionamento del Bellini, citando la chiusura di reparti considerati strategici, come Chirurgia e Day Surgery, e un processo di riduzione delle funzioni dell’ospedale, attivo dal 1919.
La richiesta rivolta alla giunta è quella di imprimere un cambio di passo nei rapporti con le istituzioni sanitarie regionali. Per Futuro Nazionale, la tutela della sanità territoriale dovrebbe passare da un confronto più incisivo con ASST e Regione, oltre che da un ascolto costante delle esigenze della popolazione.
Il movimento chiede infine che l’amministrazione comunale si attivi per evitare un ulteriore impoverimento del Bellini e per salvaguardare le sue funzioni essenziali. La contestazione si inserisce in un confronto politico già aperto sul trasferimento del Punto di Primo Intervento e sul ruolo futuro dell’ospedale all’interno della rete dei servizi sanitari della zona.