Patrimonio pubblico

Revocata la vendita della rete gas comunale

Il Consiglio ha annullato l’operazione: l’infrastruttura resterà dell’ente, con entrate stimate per circa 600mila euro

Revocata la vendita della rete gas comunale

Il Consiglio comunale ha revocato la delibera che prevedeva la vendita della rete di distribuzione del gas metano di proprietà dell’ente. La decisione modifica l’indirizzo assunto con la precedente deliberazione e consente alla rete di restare nel patrimonio del Comune.

Il valore dell’operazione

La vicenda riguarda l’alienazione degli asset da inserire nella gara per l’affidamento della gestione del servizio. Secondo la ricostruzione fornita dai consiglieri di minoranza Francesco Bosco e Mauro Tenconi, il valore complessivo stimato per l’affitto della rete al futuro gestore sarebbe stato di circa 900mila euro, calcolati sulla base di 74.655,58 euro annui per dodici anni.

La vendita in un unico lotto avrebbe invece prodotto, secondo la stessa nota, un incasso di 75.823,44 euro. La minoranza ha quindi quantificato in via prudenziale in circa 600mila euro l’introito potenziale per il Comune derivante dal mantenimento della proprietà e dalla concessione della rete al futuro gestore.

Il confronto tra maggioranza e opposizione

A ricostruire l’esito della seduta sono stati i consiglieri Bosco e Tenconi, insieme ai rappresentanti di Visione Futura tra coloro che avevano chiesto la convocazione del Consiglio per ottenere la revoca dell’atto. La richiesta era arrivata dopo l’approvazione della delibera numero 3 del 25 febbraio 2026, relativa principalmente alla vendita della rete gas.

Nel corso della seduta, il sindaco e il capogruppo di maggioranza Guglielmo Bossi hanno letto comunicati per illustrare le motivazioni del cambio di indirizzo. Nelle settimane precedenti maggioranza e opposizione avevano proposto ricostruzioni diverse sull’origine della rivalutazione: l’opposizione aveva indicato nella propria richiesta di verifica e nei successivi pareri del segretario comunale e del revisore dei conti i passaggi decisivi; l’amministrazione aveva invece sostenuto che il riesame fosse già stato avviato internamente dal 27 marzo, su iniziativa del capogruppo Bossi.

La seduta si è svolta lunedì 3 agosto 2026 e ha portato alla revoca dell’alienazione. Pur mantenendo posizioni differenti sull’attribuzione del merito, le due parti concordano sull’esito: la rete di distribuzione del gas metano resterà di proprietà del Comune e non sarà venduta nell’ambito dell’operazione inizialmente prevista.